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giovedì 29 settembre 2011

NO alla legge bavaglio. Post a rete unificata #noleggebavaglio



Sotto potete trovare il testo da diffondere per partecipare all'iniziativa, ma prima il nostro post del 2010..non cambia mai niente in questo benedetto paese!?!?
Ma prima di farvi incavolare come delle iene vi lasciamo il link al solito mitico meltinparaben per farvi ridere: andate QUI e troverete il generatore automatico di definizioni di blogger del ministro Rotondi :)

E vi segnaliamo anche l'iniziativa di agoràdigitale "7 emendamenti per salvare il Web" basta una firma on-line, che c'è vo'!

Per principio (siamo sempre alle solite) e "scazzo" riproponiamo lo stesso nostro post del 2010 ... 


Abbiamo perso gli amori, quando non siamo stati in grado di capirli, o quando non ci hanno capito, e a volte abbiamo perso l’Amore perché è volato via da solo ed una mattina ci siamo svegliati senza provare più niente, né noi né il nostro/la nostra partner.
Abbiamo perso anche le amicizie, e sì che abbiamo pianto, quando abbiamo sbagliato, taciuto o mentito, quando la vita ci ha imposto delle scelte o semplicemente il tempo è passato stendendo un manto di celere sui nostri sentimenti.
Abbiamo perso anche il sonno, per ansia o paura, prima di un esame o un colloquio, o semplicemente godendo svegli di un attimo di felicità alla vista dell’Amore che ci dormiva accanto.
Poi perdiamo continuamente le chiavi di casa, i treni, gli autobus e la metro. Ci capita di perdere libri che saltano fuori, dopo anni, da un luogo della memoria che lo spazio aveva inglobato e ci chiediamo come cavolo abbiamo fatto a vivere tanti anni senza quelle adorate pagine.

Perdiamo l’appetito e perdiamo chili se siamo stressati.
A volte capita che perdiamo le parole perché siamo così increduli che non riusciamo a trovare il modo giusto per esprimere la rabbia e lo sdegno. Così perdiamo il sorriso e siamo capaci di ritrovarlo solo insieme alle persone che amiamo.

Se perdiamo anche le staffe, ci incazziamo e urliamo come pazzi, troviamo un capro espiatorio degno e vomitiamo tutto il non-digerito con una virulenza che di solito non ci appartiene. Perdiamo noi stessi, in poche parole, ma a volte ci perdiamo anche nel piace e questo è molto più gradevole.

Nell’arco di una giornata intera perdiamo anche molto tempo, dietro mille stupidaggini, beghe noiose, troppo distratti da tutto,e alla fine perdiamo il contatto con noi stessi.
È successo che abbiamo perso la voce, i soldi e l’ultimo treno. Abbiamo perso anche il lavoro, quando ci hanno dato il benservito perché ormai anche i contratti a progetto costano troppo e l’azienda può fare a meno di tutto, anche di noi.
Dopo mesi di ricerche, abbiamo perso anche la speranza che qualcuno potesse assumere un/a trentenne (e oltre) magari con una laurea in lettere, una buona cultura e tanta voglia di fare. Ma siamo forti e persa la speranza abbiamo trovato la forza della disperazione per andare avanti e credere che tutto un giorno potrà essere migliore.

Ma ora non possiamo perdere altro e la nostra libertà di pensiero, parola, espressione ce la teniamo ben stretta. Attaccata ad un post-it.
TESTO DA DIFFONDERE
Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog? 
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

QUI l'articolo completo

3 commenti:

  1. lo stesso post per lo stesso attacco. facciamo tutto, ma tutto, soprattutto per dimostrare che non ci prendono per sfinimento, e non dormiamo!

    RispondiElimina
  2. lo stesso post per lo stesso attacco. facciamo tutto, ma tutto, soprattutto per dimostrare che non ci prendono per sfinimento, e non dormiamo!

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