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sabato 22 maggio 2010

Abbiamo perso tutto. Non toglieteci le parole

Abbiamo perso gli amori, quando non siamo stati in grado di capirli, o quando non ci hanno capito, e a volte abbiamo perso l’Amore perché è volato via da solo ed una mattina ci siamo svegliati senza provare più niente, né noi né il nostro/la nostra partner.
Abbiamo perso anche le amicizie, e sì che abbiamo pianto, quando abbiamo sbagliato, taciuto o mentito, quando la vita ci ha imposto delle scelte o semplicemente il tempo è passato stendendo un manto di celere sui nostri sentimenti.
Abbiamo perso anche il sonno, per ansia o paura, prima di un esame o un colloquio, o semplicemente godendo svegli di un attimo di felicità alla vista dell’Amore che ci dormiva accanto.
Poi perdiamo continuamente le chiavi di casa, i treni, gli autobus e la metro. Ci capita di perdere libri che saltano fuori, dopo anni, da un luogo della memoria che lo spazio aveva inglobato e ci chiediamo come cavolo abbiamo fatto a vivere tanti anni senza quelle adorate pagine.

Perdiamo l’appetito e perdiamo chili se siamo stressati.
A volte capita che perdiamo le parole perché siamo così increduli che non riusciamo a trovare il modo giusto per esprimere la rabbia e lo sdegno. Così perdiamo il sorriso e siamo capaci di ritrovarlo solo insieme alle persone che amiamo.

Se perdiamo anche le staffe, ci incazziamo e urliamo come pazzi, troviamo un capro espiatorio degno e vomitiamo tutto il non-digerito con una virulenza che di solito non ci appartiene. Perdiamo noi stessi, in poche parole, ma a volte ci perdiamo anche nel piace e questo è molto più gradevole.

Nell’arco di una giornata intera perdiamo anche molto tempo, dietro mille stupidaggini, beghe noiose, troppo distratti da tutto,e alla fine perdiamo il contatto con noi stessi.
È successo che abbiamo perso la voce, i soldi e l’ultimo treno. Abbiamo perso anche il lavoro, quando ci hanno dato il benservito perché ormai anche i contratti a progetto costano troppo e l’azienda può fare a meno di tutto, anche di noi.
Dopo mesi di ricerche, abbiamo perso anche la speranza che qualcuno potesse assumere un/a trentenne (e oltre) magari con una laurea in lettere, una buona cultura e tanta voglia di fare. Ma siamo forti e persa la speranza abbiamo trovato la forza della disperazione per andare avanti e credere che tutto un giorno potrà essere migliore.

Ma ora non possiamo perdere altro e la nostra libertà di pensiero, parola, espressione ce la teniamo ben stretta. Attaccata ad un post-it.

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