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venerdì 30 aprile 2010

Roma e Caravaggio: capolavori nascosti ma non troppo. Parte II

C'è stato un periodo della nostra vita, nemmeno tanto lontano in cui quella zona la frequentavamo tutti i giorni, anzi è proprio lì intorno che alcuni di noi si sono conosciuti, e quelle stradine strette strette e trafficatissime di giorno erano così familiari che ancora adesso riusciamo a fare il percorso mentale dalla fermata del 70 (che è un autobus!)a piazza Sant'Agostino.
Davanti a quella chiesa, saremmo passati chissà quante volte, con il sole, con la pioggia, al mattino e poi alla sera, eppure non siamo mai entrati. Questo perché quando si vive in una città come Roma dopo un po' non si fa più caso (e facciamo mea culpa!) a tutte le cose belle che ci sono e ci si abitua a vivere DENTRO un'opera d'arte!
Non siamo tanto distanti da Piazza San Luigi dei Francesi dove vi abbiamo virtualmente accompagnati l'altra volta, siamo sempre nel Rione Sant'Eustachio e molto vicini a Piazza Navona.
La Basilica di Sant'Agostino fu edificata tra il 1420 e il 1483 ed è piena zeppa di firme ed elementi importanti. La facciata fu progettata da Leon Battista Alberti ed il travertino che la ricopre viene direttamente dal Colosseo!
All'interno poi c'è un vero e proprio museo! Repetita iuvant, perciò come già detto l'altra volta, entrate pian pianino, in religioso silenzio e respirate profondamente prima di iniziare il viaggio: incontrerete Guercino, Raffaello e poi i meno noti ma altrettanto apprezzabili Sansovino e Contucci e naturalmente il nostro caro Michelangelo Merisi, aka (also know as, anche conosciuto come, n.d.r.) Caravaggio.
Dentro la Cappella Cavalletti c'è la Madonna di Loreto (detta anche Madonna dei Pellegrini).
Che dire, bisogna vederla dal vivo e sentirne tutte le vibrazioni è opera che fece discutere, come nelle migliori delle tradizioni, la sua è una Madonna donna, una popolana con abiti dimessi, una Madonna quasi sensuale (modella fu d'altronde Lena amante di Caravaggio nonché donna di facili costumi).
Polemiche nacquero pure sul fatto che il Bambino Gesù fosse stato dipinto con piedi sporchi e gonfi, ma Caravaggio non voleva essere irrispettoso e neppure volgare, più che altro è un tentativo ben riuscito di realismo, la sua è realtà nuda e cruda. Una realtà che può disturbare e a volte fare pure male! È per questo che adoriamo Caravaggio, per la sua sincerità, per la sua onestà intellettuale, oltre, naturalmente, per quel farci sentire vivi ogni volta davanti a una sua tela. Per questo pure è necessario il silenzio, potreste sentirla respirare...

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