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giovedì 11 marzo 2010

La personalissima visione delle cose e ... un'anatra all'arancia

Che ci sia uno scarto tra nostra percezione della realtà e quella degli altri è un dato di fatto che fa sorgere immediatamente il dubbio circa l’esistenza stessa della realtà in quanto tale.
Se del mondo, delle cose (per quanto a volte possano sembrare oggettive), dei fatti e addirittura delle persone ci sono versioni differenti, in che termini si definisce il mondo? Quanti mondi esistono? Non sarà troppo uno per ciascuno?
L’accordo ci sembra molto lontano. Rispolveriamo una mera questione di lana caprina per ammazzare un tempo in cui neve e pioggia ci costringono a sognare un mondo migliore, dove democrazia e rispetto abbiano ancora valore e significato (ma anche qui si tratta di punti di vista, ahinoi).
La versione del mondo che negli ultimi anni ci è piaciuta di più è sicuramente quella di Barney Panofsky, Crapulone Degno ed ebreo canadese che vive una vita di eccessi tra l’Europa e l’America. La sua storia gira intorno alla morte di Boogie, l’amico fuori di testa che tutti noi abbiamo avuto o sognato di avere, quello che all’improvviso ti chiede “ma tu l’hai capito Chomsky?” ponendoti di fronte a te stesso e al fatto che mai, davvero mai, hai compreso né Chomsky padre né Chomsky figlio. Così una morte oscura, forse un omicidio (dipende dalle versione che si accetta dell’accaduto) è il pretesto per il racconto di una vita che parte da Parigi e da Clara, sfortunata e femminista prima moglie, tocca la seconda signora Panofsky (noiosa e petulante) e arriva fino a lei, Miriam, l’amata adorata donna ricca di fascino, humor e sex appeal che è lo spunto per questo post pomeridiano.
A lei leghiamo la scena di cucina e cibo del libro. Mentre Miriam spenna, armata di pinzette e pazienza, le anatre per la cena, arriva Kate – la seconda di tre figli, spudoratamente innamorata del padre e a lui devota fino alla fine – e le scodella malamente la visione che ha della vita condotta dalla madre. Ma lei, Miriam, davvero è contenta di aver lasciato lavoro e tutto per dedicarsi alla famiglia? Felice di aver causato una deflagrazione, la ragazza si rintana in camera a leggere.
Insoddisfazione e possibilità credute perse sono tarli che non vanno messi nella testa di una donna intenta a cucinare le anatre per gli amici del marito. Si può scatenare la tempesta impetuosa della logorroica accusa o peggio, molto peggio, il silenzio. Le donne intelligenti sanno che per gli uomini il silenzio è un macigno più difficile da digerire di un’anatra all’arancia.
Allora, questo è un post rivolto alle donne: se avete una versione del mondo e del rapporto di coppia diversa da quella del vostro partner ma non sapete come farglielo notare perché ogni volta che urlate lui vi consiglia di non agitarvi, meditate una vendetta silente mentre spennate e preparate un’anatra all’arancia. Avrete tempo per riflettere su cosa sia il caso di fare e se voi, magari, Chomsky l’avete capito.


Anatra all'arancia
Ingredienti per 6 persone:
1 anatra di 1,8 kg circa senza interiora
4 arance
1 limone
50 gr di zucchero
3 cucchiai d'aceto di vino rosso
1/2 dl di vino rosso
1 cucchiaino colmo di fecola di mais o di patate
sale e pepe q.b.
Salate e pepate l'anatra all'interno e all'esterno. Mettetela in una pirofila e cuocetela nel forno preriscaldato a 220° per 1 ora, irrorandola spesso con il suo grasso. Prelevate la scorzetta di due arance (lasciando intatta la parte bianca), tagliatela in striscioline sottilissime che farete scottatare per 1 minuto in acqua bollente. Pelate a vivo le due arance e tagliatele a fette. Unite in una terrina il succhi del limone e delle arance rimaste insieme all'aceto e alle scorzette.
Togliete l'anatra dalla pirofila e tenetela in caldo. Versate il suo sugo in un pentolino e portatelo a ebollizione. Sfumate con il vino e abbassate la fiamma al minimo. In un altro pentolino fate caramellare lo zucchero con 2 gocce di succo di limone. Quando il colore sarà ambrato, unite i succhi e l'aceto e fate ridurre di metà. A questo punto versate anche il sughetto e le fette di arancia. Lasciate bollire per 1 minuto, quindi unite la fecola diluita con un cucchiaio di acqua e mescolate per 1 minuto ancora. Disponete l'anatra su un piatto da portata caldo e distribuite intorno un po'di scorzette e di fettine d'arancia. Servite la salsa ben calda a parte.

2 commenti:

  1. il libro è bellissimo spero solo che il film sia all'altezza...

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  2. abbiamo amato così tanto questo libro che forse il film ci deluderà per forza...ma non vediamo l'ora di andarlo a vedere :)

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