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venerdì 19 febbraio 2010

Fino all’ultimo porridge…

Quando Doris Lessing vinse il Premio Nobel per la letteratura, l’editore Baldini Castoldi si affannò per ripubblicare i suoi libri, avido di guadagno immediato sulla scia della notizia. Salvo poi scoprire che aveva perso o ceduto per incuria i diritti legati a quegli splendidi libri. A volte capita di avere tra le mani piccoli grandi capolavori e non riuscire a riconoscerli. È capitato anche a noi, che abbiamo avuto per anni in libreria “Un matrimonio per bene” della Lessing senza renderci conto di quanto fosse bella e sofferta la storia che racconta, ambientata in una cittadina del Sudafrica piena di caldo e noia. E bambini in arrivo.
La scena dedicata al cibo, questa volta, è legata a Martha, la protagonista del romanzo, che si trova mamma (per giunta da sola, e comunque non più innamorata del marito partito per la guerra) senza rendersene conto, senza volerlo e senza sapere cosa fare.
Capisce di avere una piccola e un mucchio di cose da imparare su se stessa e sulla figlia. Soprattutto quando tra le due si crea un conflitto sul cibo. Mentre cerca di raccogliere il porridge, scagliato per terra, sui capelli, nella stanza, dai propri abiti come dai mobili, Martha capisce che non erano i pannolini sporchi dei primi mesi o le veglie notturne, ma sul cibo si gioca la vera battaglia. La piccola Caroline si rifiuta di mangiare e Martha si rifiuta di cedere.
Così, esasperata e decisa a vincere, rimane chiusa in camera con le orecchie tappate lasciando la bambina seduta sul seggiolone di fronte alla pappa da finire. Riesce a ignorare le urla della bambina, si impone di resistere e di aspettare il momento – che finalmente arriva – in cui Caroline si stanca di piangere e strillare, capisce che questo non servirà a richiamare l’attenzione della mamma, e spossata inizia a mangiare. Martha vince, ma a volte le vittorie – come quella storica di Pirro – stremano anche i vincitori. Qualcosa si è rotto tra madre e figlia e la fine del romanzo vi svelerà cosa.

Un libro intenso e prezioso, per alcuni aspetti difficile da mandare giù proprio come una porzione di porridge. Che a noi, personalmente, fa schifo ma nel caso in cui voi siate anglofili o abbiate cattivi gusti, eccovi la ricetta:

Porridge di fiocchi d'avena

Fate bollire un litro scarso di acqua con mezzo cucchiaino di sale e una noce di burro, poi versatevi a pioggia circa 130gr di fiocchi d'avena e lasciateli cuocere per 5 minuti o qualche minuto in più, mescolando ogni tanto.


Togliete dal fuoco e lasciate riposare per 5 minuti, (il porridge deve avere la consistenza di una polentina), poi versatelo in piatti fondi e servitelo con dello zucchero o del miele e del latte freddo o della panna liquida.

3 commenti:

  1. non credo che mi segnerò la ricetta... non sono anglofilo
    un saluto

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  2. anchio mi rifiuterei di mangiare il porridge... l'idea dell'avena mi inorridisce. povera bimba!

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  3. Bhe! Diciamola tutta non è che andiamo proprio matti per il porridge nemmeno noi ;)

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