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giovedì 11 febbraio 2010

Capolavori compresi… e incompresi

C’è un personaggio di un libro che ricordiamo come se lo avessimo conosciuto e pensare che non è nemmeno il protagonista. È una donna che vive in cima all’Empire State Building dal 12 settembre 2001, da quando il marito è morto. Il marito attraversava New York in lungo e largo per lavoro e aveva con sé un faro sempre acceso che, proiettando la sua luce in cielo, faceva capire alla moglie dove si trovava. E la sera, appena finito di lavorare, spegneva il faro e la moglie sapeva che stava per tornare a casa.
Da lassù la moglie, dopo l’11 settembre, poteva scrutare la città e pensare che quel faro fosse ancora accesso, o che fosse spento e il ritorno del marito vicino.
Un personaggio così intenso e forte, come tanti altri in cui il protagonista di “Molto forte, incredibilmente vicino” si imbatte nel corso della storia.
Veniamo al dunque. Possiamo leggere Jonathan Safran Foer (e Monica Ali, Colson Whitehead, Nathan Englander fra gli altri) perché una editor di nome Nicole Aragi li ha cercati, scoperti, seguiti e ha conquistato la fiducia delle case editrici che li hanno pubblicati.
La figura dell’editor, un “talent scout” della letteratura, esiste e, se non ad alti livelli (pensiamo come primo Severino Cesari per Einaudi o Nicola Lagioia per minimum fax), non ha nemmeno un briciolo della fama e del successo di Nicole Aragi.
O meglio, non ha la fama e il successo che dovrebbe avere. Perché è quasi solo grazie a lui (o lei) che leggiamo libri di qualità, grazie alle case editrici che impiegano risorse per scoprire talenti.
D’altro canto ci chiediamo se all’estero funzioni come in Italia. Ossia, se si permetta a chiunque, anche a quelli che senza un briciolo di amor proprio e coscienza critica (per lo più sono quelli che leggono a malapena le etichette dello shampoo!) di invadere letteralmente e fisicamente, con i loro capolavori incompresi, le caselle postali (fisiche e digitali) degli editori.
E se anche all’estero ci sono case editrici che pubblicano le peggiori schifezze dietro lauto compenso travestito da “obbligo di acquisto” (obbligo che già di per sé puzza di sòla): bancali di antologie tematiche prodotti da falsi concorsi vinti da autori non sempre di qualità e che (certamente, quelli sì!) invaderanno gli scaffali delle librerie a creare fuffa attorno alle buone letture.
Magari gli aspiranti scrittori non saranno d’accordo, ma crediamo che anche l’editore più volenteroso e aperto, al decimo dattilo-pessimamente-scritto che apre si stanca (per usare un eufemismo!). E anche parecchio.
E finché ci sarà qualcuno che per denaro alimenta la vanagloria dei sedicenti scrittori (poco più che scrivani) per vile guadagno, editori, librerie e lettori si troveranno sommersi dalla melma e tutti i Safran Foer d’Italia faticheranno non poco per venire “a galla”.
Chiariamo, non siamo certo aspiranti Foer, ma solo che qualcuno di noi si trova piuttosto spesso incidentalmente (e per quasi – lavoro) a leggere capolavori incompresi…

2 commenti:

  1. e quindi, che famo noi scrittori che vogliamo emergere??? lo posso mandare a voi il mio romanzo???
    in italia i nomi nuovi nn vengono pubblicati praticamente mai, o sei Moccia e Feltrinelli ti fa il filo o stai a casa...
    insomma, che dovemo fà???
    datece una risposta!!!

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  2. caro/a anonimo/a,
    purtroppo non abbiamo una risposta, ma non è proprio del tutto vero quello che dici. ci sono tanti scrittori che emergono pur senza essere moccia (che non è uno scrittore, fa fare grandi incassi e blablabla). minimum fax è una di quelle (e non sono neanche poche, basterebbe fare un giro in libreria) case editrici che dà spazio a scrittori che non hanno nome precedentemente, se vai a guardare la loro collana nichel lo vedrai; silvia avallone, per citare uno degli ultimi esempi, è stata pubblicata da una grande casa editrice ed è al suo primo - dignitosissimo per altro - romanzo.
    Conta che i "talent scout" italiani, se non hanno il tempo di leggere tutto quello che arriva in casa editrice, comunque seguono i blog, le piccole testate, i piccoli e grandi premi letterari (bada, non grandi buffonate tipo uno dei più famosi in Italia che non staremo qui a citare). Se hai un romanzo, studia il profilo di alcune case editrici (se hai un romanzo, mettiamo, di fantascienza, vedi chi ne pubblica già) e invialo, prova, non si sa mai e intanto pubblica altre cose (se hai racconti per esempio) su siti web specializzati, mandalo a riviste, fai girare il tuo nome. Certo, non è facile, proprio per il discorso che facevamo, ossia, siete talmente tanti aspiranti scrittori e spesso molti di quei tanti sono aspiranti e basta che è difficile anche per gli editori destreggiarsi nel magma. Ma se pensi - come siamo sicuri - che ne valga la pena, non demordere. E se hai qualcuno di cui ti fidi, fallo leggere in giro, vedi come reagisce la gente; se hai qualcuno che gravita in ambiti "professionali", chiedigli un'opinione, ti saprà sicuramente consigliare.
    Ahò, c'hai messo 'na curiosità però...

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