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mercoledì 27 gennaio 2010

Mozzarella di bufala vs Cozza tarantina


Il titolo del post prende spunto dalle recenti vicende politiche, dalla vittoria di Vendola alle primarie e dal “panico” che l'evento ha generato.
E dopo gli editoriali di penne e volti illustri, approfondimenti, rassegne stampa e tg h24 alla fine è arrivata la folgorazione, un'immagine sfocata è diventata nitida e i neuroni se la sono rimpallata: lei, la "mozzarella di bufala" e le "cozze di taranto". Fame? No (beh, forse un pochino sì), semplicemente pensavo a D'Alema e mi è venuto in mente che Massimino sta alla strategia politica come la mozzarella di bufala alle cozze di Taranto, per carità due alimenti buonissimi, ingredienti fondamentali in tantissime ricette, ma...vi verrebbe mai in mente di cucinarli insieme? Ovvio escludendo la cena da servire alla suocera o al capo che odiate.
Lui così borioso, pieno di sé, pesante e lento come una mozzarellona tonda, gonfia, grondante di latte.
La strategia politica, viscida come un mitile, che gli "sguiscia" via...proprio come hanno fatto i pugliesi.
Abbiamo detto (non noi della banda per carità, signora mia queste cose complicate noi non le facciamo) che la sinistra troppo a sinistra non andava bene, non si raccoglievano voti, sì è passati al PD, moderno, un po’ più al centro, "cioè, capisci, una politica un sacco fluida", come direbbe Ruggero di "Un sacco bello" di Verdone.
Eh no, la concezione veltroniana non va bene a tutti e Massimino arriva in Puglia con le sue idee di partito iperstrutturato, dove le decisioni si prendono dall'alto, altro che fluido...peccato che non c’è più il PC degli anni '70 e la base oggi vuole dire qualcosa, partecipare pienamente e non si fida più ciecamente delle veline di partito, legge, si informa, sospetta manovre economiche e ha una nuova bacchetta per rampognare: le primarie.
Non vogliamo, comunque, essere troppo critici, forse un giorno le grandi strategie si semplificheranno e D'Alema ci farà pensare a...verza e uva passa, due ingredienti bruttini, bistrattatati, poco amati dai bambini, ma che insieme stanno veramente bene.

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